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Non onerosità del broker

 
Il servizio di consulenza del broker si caratterizza per la totale assenza di oneri in capo all’amministrazione scolastica o alle famiglie, al pari di quanto avviene in tutto il comparto della pubblica amministrazione.

L’assunto che il broker non rappresenta un costo né per la scuola, né per gli alunni e le famiglie è facilmente dimostrabile con il richiamo ad alcuni concetti di tecnica assicurativa, relativi alla definizione del premio assicurativo: il premio pro capite pagato dagli alunni è la somma di due elementi, il “premio puro” ed i “caricamenti”; il premio puro è la parte di premio corrisposta dalla compagnia all’assicurato in caso di sinistro, i caricamenti comprendono i costi amministrativi e commerciali sostenuti dalla compagnia assicuratrice per la gestione della polizza.

Le compagnie assicurative - nella quantificazione del premio di polizza - calcolano i caricamenti a prescindere dalla circostanza che la polizza sia collocata direttamente, tramite la rete agenziale o tramite un intermediario indipendente qual è il broker. Il premio di polizza calcolato dalla Compagnia conterrà dunque, sempre e comunque, i caricamenti, ossia la quantificazione dei costi di acquisizione e di gestione del contratto. Questo accade perché i prodotti assicurativi sono prodotti standardizzati, i cui costi di commercializzazione sono precalcolati e inseriti direttamente dalla Compagnia Assicuratrice all’interno del premio finale pagato dal cliente, indipendentemente dal numero e tipo di intermediari che intervengono nell’operazione. Il premio che il cliente dovrà corrispondere alla compagnia per la copertura assicurativa sarà sempre il medesimo, sia che sia presente il broker, sia che non ci sia.

Numerose pronunce della magistratura contabile e amministrativa confermano questa chiara impostazione (Corte dei Conti n. 439 del 30 gennaio 2013 emessa dalla sezione Sicilia; Corte dei Conti n. 319 del 7 luglio 2011 emessa dalla Sezione Emilia Romagna; Corte dei Conti sez Lombardia n° 179 del 17 aprile 2008; TAR Veneto 1368/2009; TAR Abruzzo sez. Pescara n° 397/2006), confermando la prassi consolidata di mercato, ossia che il compenso del Broker è parte integrante del premio assicurativo e rappresenta un semplice storno provvigionale a carico della rete agenziale e non un costo aggiuntivo o supplementare per il cliente finale.

 

Non onerosità: le origini tecniche e legali

In particolare la sentenza n. 179/2008 della Corte dei Conti evidenzia che “[…] l’entità della provvigione riconosciuta dalle compagnie ai broker, è stata infatti compensata dal mancato versamento pro-quota della provvigione agli agenti assicurativi. Di talché non costituirebbe un ricarico sul premio assicurativo, più di quanto lo sia la provvigione dovuta agli agenti assicurativi… deve assumersi che l’importo delle provvigioni spettanti al broker non fosse riversato dalla compagnia assicuratrice sui premi… i compiti specialistici svolti dal broker non rientravano nelle normali mansioni amministrative espletabili dai funzionari dell’ente, in quanto si trattava di attività complessa che richiedeva alta professionalità specifica di cui non disponeva l’ente e i cui costi sono stati nel caso di specie risparmiati… Anche per tale via, è dunque da escludere una specifica onerosità del contratto, legata alla presenza del broker.[…]”

La stessa associazione nazionale delle imprese assicuratrici (ANIA), che rappresenta le compagnie assicuratrici operanti in Italia, in sede di Audizione AVCP del 19/09/2012 ha avuto modo di precisare che “la provvigione predeterminata dall’impresa nel quadro dei caricamenti è ripartita tra l’agente e il broker, l’intervento del broker medesimo non incide in termini di aggravio sul costo dell’appalto”.

Un’ulteriore conferma del fatto che la presenza del broker non rappresenta un costo incrementale per la scuola, né tantomeno determina una maggiorazione del premio, si evince con chiarezza dalla valutazione degli effetti conseguenti all’eventuale rinuncia da parte del broker al compenso a lui dovuto o una sua  riduzione in percentuale  rispetto alle correnti quotazioni di mercato; il grafico successivo evidenzia, infatti, l’invarianza del costo della polizza in relazione alla presenza del broker ed al livello di remunerazione dello stesso.

E’ facile rilevare che la presenza del broker e/o la riduzione del compenso del broker non produce alcun effetto in termini di riduzione del premio dovuto: il premio di polizza, determinato ex ante dalla compagnia, contiene già la quantificazione dei costi per l’acquisizione e gestione del contratto.

 

Clausola broker e normativa equo compenso.

Il 6 dicembre 2017 è entrata in vigore la Legge sugli "equi compensi" dei professionisti. La funzione della norma è evitare che i professionisti che forniscono servizi e consulenze alla Pubblica Amministrazione siano danneggiati dallo squilibrio di forza contrattuale tra le parti. La norma prevede che il compenso delle prestazioni professionali sia proporzionale alla quantità e alla qualità del lavoro svolto e tenga conto delle caratteristiche specifiche della prestazione, sanzionando con la nullità qualsiasi accordo che preveda un compenso non equo, in quanto considerato clausola vessatoria. Logica monitora costantemente il mercato per proporre clausole broker che esprimano un corretto e bilanciato compromesso tra la normativa e le dinamiche del mercato di riferimento. . 

 

Il broker: un valore aggiunto

Rinunciando al broker, dunque, l’amministrazione scolastica si priva della consulenza dell’unico soggetto che ha oggettivamente una posizione di terzietà ed indipendenza rispetto alla compagnia assicuratrice e che può svolgere una vera consulenza nell’interesse della pubblica amministrazione, risultando di tutta evidenza che l’agenzia assicurativa curerà in primis gli interessi della compagnia, alla quale è legata da un rapporto contrattuale di agenzia disciplinato dal codice civile. L’amministrazione scolastica risulterà pertanto maggiormente esposta alle pressioni della rete di vendita delle compagnie assicurative. 

Pertanto gli unici soggetti interessati al non coinvolgimento del broker sono solo gli agenti assicurativi, che dovranno sottoporsi a procedure di acquisizione dei contratti assicurativi più stringenti nell’interesse dell’amministrazione scolastica e delle famiglie e nel rispetto della normativa regolamentare di riferimento.